Free Cell
Come tutti i giochi di carte, in particolar modo per quelli “solitari”, Free Cell si ama o si odia! Come il suo illustre compagno Solitario appunto, anche questo è un gioco che ha divertito e continua a far divertire migliaia di persone in tutto il mondo, semplice da capire e ottimo da ripetere, in quanto ogni partita farà a storia a se e non sarà mai monotona.
Il gioco che trattiamo in questa recensione, è stato sviluppato dalla Peterstar, e si contraddistingue da tutte le altre versioni per il fatto di essere molto semplice e forse un tantino troppo “scarno” di contenuti grafici e sonori. Rimane comunque il puro divertimento di base, che probabilmente per questi giochi non finirà mai!
La giocabilità è molto semplice: abbiamo 52 carte distribuite lungo 8 colonne, al di sopra delle quali avremo 4 celle libere; lo scopo, ovviamente, sarà quello di ordinare tutte le carte sulle varie colonne in senso ascendente per seme. Potremo spostare a nostra discrezione, un numero illimitato di carte, compresa un’intera fila.
Una volta liberati spazi, questi possono essere colmati da una qualsiasi carta oppure da una serie di carte costruite in senso discendente per colori alterni. Nelle celle libere invece, può andare una sola carta alla volta che una volta utilizzabile potremo ri spostare nuovamente nella cella da noi preferita. E cosi via sino a completare interamente il gioco!
Bella la trama, ma decisamente meno la grafica: la Peterstar infatti non ha curato l’estetica di gioco, proponendo un titolo in bianco e nero reso ancora più complicato dal fatto che il disegno delle carte non è sempre chiaro.
È infatti facile confondersi, in quanto le carte hanno i quattro semi disegnati, ma distinguibili per il solo numero nell’angolo. È un problema inevitabile, considerate le dimensioni degli schermi dei cellulari, ma senza dubbio si sarebbe potuto escogitare qualcosa di meglio!
