L’effetto degli smartphone cinesi sul mercato globale

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Quando si parla di “cinese” si pensa sempre a qualcosa di bassa qualità o addirittura di scadente, ma bisogna abbandonare quest’idea analizzando l’ascesa che gli smartphones cinesi stanno compiendo a partire dall’ultimo biennio: Huawei ad esempio, nel bimestre giugno-luglio 2017, ha superato la Apple dal punto di vista delle vendite a livello mondiale, mentre OnePlus si sta sempre più affermando per l’elevata qualità costruttiva e software, tanto da apparire sempre più spesso su pagine Instagram di personaggi celebri.

Pensate che il binomio USA-Corea sia stato fermo a guardare questa rapida ascesa? Ovviamente no.

Provate a pensare che gli USA si sono preoccupati così tanto, che la FBI ha accusato Huawei di spionaggio internazionale ai danni degli acquirenti dei loro fantomatici smartphones.

L’ipocrisia americana si è svelata immediatamente, con l’intervento del Ceo Richard Yu, il quale ha smentito tutte le dicerie; questo però fa capire l’effetto che gli smartphones dell’estremo oriente stanno avendo sul resto del mondo.

Si sta perciò configurando uno scenario alquanto allettante per il consumatore medio, vedendo appunto un livellamento al ribasso dei prezzi, mantenendo però le grandi qualità dei maggiori brand.

Sia chiaro però che non tutti gli smartphones provenienti dall’oriente sono ottimi: bisogna fidarsi delle marche più blasonate, quali Huawei, Xiaomi, Honor e OnePlus. Vediamo insieme allora dei consigli generali per la valutazione degli smartphone cinesi migliori.

 

Smartphone cinesi: consigli per acquisti convenienti

Primo elemento da tenere in considerazione è il processore degli smartphone cinesi: spesso le case produttrici, per tenere bassi i costi, montano cpu Mediatek sui propri smartphone, molto meno efficienti rispetto ai più famosi Qualcomm Snapdragon. I processori Mediatek, infatti, tendono a scaldarsi e, di conseguenza, a consumare anche più batteria andando ad incidere negativamente anche sull’autonomia del telefono cinese.

Per alcuni telefoni, inoltre, bisogna prestare molta attenzione per evitare di imbattersi in rom non compatibili con il mercato europeo, ma non sarà difficile, leggendo la scheda tecnica comprendere se si tratti di software validi per l’Italia.

Il giusto connubio tra ottimizzazione software e processore, inoltre, è fondamentale per ottenere buone foto, soprattutto in condizioni di luce scarsa quando gli smartphone cinesi con processori Mediatek ed interfaccia standard, più di altri, possono manifestare carenze.

Per acquistare smartphone cinesi sempre più utenti della rete stanno ricorrendo a GearBest, un marketplace asiatico che ambisce a diventare un vero colosso nel settore tecnologico. A tal fine vende in quasi tutto il mondo ed ha aperto diversi magazzini in Europa per abbattere i costi gestionali ed offrire migliori garanzie per quanto concerne tempi di spedizione, assistenza e dazi doganali.

Proprio i dazi doganali, infatti, costituiscono un’ansia per gli acquirenti che ha spinto Gearbest a cautelarsi proponendo la spedizione cosiddetta “Priority line” tramite la quale azzerare i costi di spedizione e dogana nel 99,99% dei casi.

Importante è anche la scelta del metodo di pagamento e, in questo senso, Paypal costituisce un sistema molto affidabile: da qualche anno, infatti, prevede anche il rimborso delle spese di spedizione nel caso in cui si esercitasse il diritto di reso (oltre, ovviamente, ai soldi per il telefono difettoso).

Si possono in questo modo ottenere smartphone cinesi che costano fino alla metà del prezzo di quelli acquistabili nei negozi, necessitando però di grande pazienza, a causa delle questioni logistiche derivanti dalle spedizioni estere che superano anche i 30 giorni lavorativi.

In conclusione, se sei una persona che privilegia qualità e risparmio rispetto al marchio, adesso sai quali trucchi possono essere eseguiti per avere uno smartphones in tasca, senza ridursi sul lastrico.

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Pubblicato in Notizie e Curiosità

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